L’immobilità mi ferisce dentro.
Mi logora, lentamente, e infine vince.
Non sono nato per reggere la monotonia che invece sembra allietare le vite della maggior parte delle persone. Non sono fatto per sopportare la sua facile sicurezza.
Tutti hanno bisogno di stabilità; la cerchiamo continuamente. Ma davvero pensare che la sicurezza derivi dal monotono susseguirsi degli eventi è il modo giusto di concepirla?
Io non credo.
Trovo la stabilità nel cambiamento costante. Mi fa capire che l’universo gira ancora, e che la Morte non ha ancora steso la sua mano per l’ultima volta.
So che non sono fermo, che non sono arrivato, che il mio essere è ancora in divenire, si evolve. Sento di poter aspirare ancora a qualcosa di più, magari non di meglio, ma sicuramente diverso.
Allora, perché dovrei accontentarmi della stasi dell’essere?
Perché dovrei stare immobile ad osservare la defezione della mia anima?
Per quale motivo? A quale scopo?
Badate che non sia proprio il vostro falsato bisogno di sicurezza ad uccidervi.
L’abitudine ci spegne lentamente, uccide quell’unica scintilla che ci rende diversi da una macchina qualsiasi: l’imprevedibilità.
L’essere umano è imprevedibile per definizione. O almeno dovrebbe esserlo.
Impazzire per non impazzire davvero.
Perché la Vera Pazzia è ben altro rispetto a ciò che ci hanno abituati a credere.
La maggior parte di noi è figlia di un conformismo di massa molto ben nascosto sotto promesse irreali. Perfino le più grandi correnti anticonformiste sono ormai divenute abitudinarie e stanche.
Essere unici, originali, è diventato un trend che vende parecchio, non c’è da meravigliarsi che il qualunquismo di massa si sia buttato a pesce nell’argomento. Peccato che la gran parte delle persone che ascolta questi messaggi non si accorga di essere caduta nella trappola.
Siete soltanto piccole nere formiche che sono state mandate, inconsapevolmente, a formare una colonna programmata, innocua.
Siete il parto voluto della società.
Il figlio che ha ricevuto il contentino, di modo che possa stare buono e non disturbare il papà. Al momento stabilito tornerete in riga, e non ve ne renderete nemmeno conto.
La gente non sa più impazzire.
Non ha mai saputo come farlo, in realtà.
Per questo coloro che ne erano in grado, si sono stagliati come fari nell’impenetrabile Notte dell’Umanità.
Il genere umano è nato nel buio e in esso è destinato a rimanere, perché non seguirà mai un lucifero demente, per quanto egli sia sicuro della strada che percorre e cerchi di illuminarla affinché altri lo seguano e non inciampino nel cammino.
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