Il sogno di conoscere il mondo, le persone e la vita da quando le sue dolorose esperienze lo avevano ridestato, non si era mai più spento in lui.
Il giorno in cui realizzò, per la prima volta, di non aver mai realmente vissuto, se non attraverso l’opaca lente della paura, non aveva contorni ben delineati.
Molto più onesto gli sembrava pensare che quella consapevolezza fosse germogliata, e poi sbocciata, gradualmente, attraverso un lento processo di acquisizione che lo aveva portato ogni giorno di più a capire se stesso e la sua relazione con il mondo circostante.
Il trionfo di quell’intuizione fu immenso.
La sensazione come quella di un uomo in apnea ormai da troppo tempo, che può finalmente riemergere e respirare l’aria di cui aveva tanto bisogno.
In quel momento iniziò a guardare tutto ciò che lo circondava con occhi nuovi; a capire che gli uomini sono soltanto esseri umani, con i loro pregi, ma soprattutto con i loro difetti e le loro debolezze.
La paura a quel punto non aveva più ragion d’essere, e l’amore per la vita, con la conseguente voglia di scoperta che caratterizza tutti i neonati rapporti sentimentali, si impadronirono di lui.
Ma una coscienza così digiuna di esperienze come poteva muoversi e apprendere?
Questo era il suo cruccio più grande.
Da dove cominciare, con chi parlare e dove andare diventarono i quesiti cardine della sua mente rinnovata e assetata.
Decise allora che la cosa più semplice e immediata da fare sarebbe stata nient’altro che andare ovunque le circostanze lo portassero e parlare e conoscere chiunque, per imparare da tutte le persone e da tutti i luoghi.
Durante questo suo apprendimento, mentre scrutava le persone, cercava di sondare le loro anime e capire i loro motivi, un’altra fugace e dolcissima intuizione gli illuminò il percorso e rafforzò la sua volontà, aggiungendo un altro chiodo alle assi che sbarravano la porta alle sue paure: quando osservi le persone per capirle, ci parli per sondarle e usi ciò che da loro impari per metterle alla prova, è impossibile averne paura.
Certo il meccanismo non era ancora del tutto chiaro nella sua mente, ma poteva già vederne i risultati.
Se soltanto gli capitava di incontrare una persona che pareva poter ridestare in lui antichi timori, gli bastava concentrarsi su di essa e osservarla con attenzione per giungere alla sua essenza di essere umano, spogliandola delle sue artificiose e minacciose sembianze, ridurla ai minimi termini delle paure umane e osservarla benevolo come un padre con il proprio figlio, comprensivo dell’umana fragilità che caratterizza tutte le persone e quindi anche lui stesso.
Gli bastava volgere l’attenzione più in profondità, alle paure, ansie e speranze di quell’essere umano, per trovarsi di fronte nient’altro che un suo pari e come tale non più pericoloso di quanto lui stesso potesse essere per l’oggetto del suo studio.
Così, armato di nuova consapevolezza, decise che un giorno sarebbe partito e avrebbe intrapreso il viaggio che lo avrebbe portato a capire il segreto della vita umana, conscio di essersi già incamminato per il sentiero più impegnativo di tutta la sua esistenza, senza paura.
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