giovedì 10 giugno 2010

Divina.

Un lampo nel cielo.
Accecante, spaventoso.
Paure, pensieri, ansie
che scorrono veloci come note,
sul pianoforte del demonio.

Tu vivi, mia Dama.
Abbracci il mondo con il tuo sguardo,
sfidi il fiume eterno.
E io?
Chi sono ora?
Un naufrago nel mare dei sogni?
Un’anima in pena, bisognosa di aiuto,
che supplica per un tuo benevolo pensiero?

Oh mia cara, quante lune si sono eclissate
mentre io ti sognavo e aspettavo un tuo cenno,
che potesse darmi nuova linfa?
Quante lacrime ho asciugato sul mio viso,
nei miei occhi,
pensando alle tue divine forme?
Alla luce che diramava dai tuoi occhi di sogno?

Troppe.
Sempre troppe, ma mai abbastanza
per colmare la distanza che separa la tua deità
dalla mia semplice adorazione.

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