Un uomo. Un codardo.
Gli sarebbe bastata una parola, una sola, corta ed efficace per entrare nel suo mondo. Ma lui non ce l’ha fatta, ha avuto troppa paura.
Di cosa poi non lo sa nemmeno lui.
Paure sciocche, futili, maligne.
Nate per combattere il destino, e renderci sempre più vuoti e sterili.
La sua anima non riesce a perdonarlo. Non avrebbe dovuto pensare. Sarebbe dovuto tornare indietro e guardarla semplicemente negli occhi.
Lei era lì, è stata lì per tutta la sera. Gli sguardi si sono incrociati e i pensieri si sono emulati.
Perchè mi guardi?
Perchè hai attirato il mio sguardo?
Lui ha visto qualcosa che non può essere spiegato con parole umane, senza che il tutto perda il suo significato più profondo.
Passare tutto il tempo a chiedersi che cosa sarebbe successo se soltanto avesse avuto il coraggio di avvicinarsi e parlare, ha distrutto tutto.
Sarebbe bastata una piccola parola, una frase sciocca, magari anche orribilmente banale per essere considerato.
Eccola!
La paura più grande. Rovinare un’anima così intensa con banali approcci notturni.
Essere considerato uno qualunque, fra i tanti, che si avvicinava per provarci e magari rimediare una facile notte di sogno.
Ma lui non voleva tutto questo.
Avrebbe voluto farle sapere, farle capire, che l’amava già.
Che nei suoi occhi aveva già visto e capito tutto ciò che gli serviva per poter tornare alla vita, correndo magari il rischio di spaventarla, con la veemenza dei suoi sentimenti, che con primitiva ferocia gli avevano già sfondato il cuore.
Povero bastardo, ha perso il treno più importante di tutta la sua vita, e ora lo aspetta una lunga ed incerta corsa per riuscire a raggiungerlo, sperando di trovare ancora una porta aperta e il posto che sarebbe dovuto essere suo.
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