mercoledì 5 maggio 2010

I ricordi.

Una sera è capitato che ricordassi la mia vecchia stanza.
Non so bene perché il pensiero sia andato a quel luogo, penso , tuttavia, che sia stato perché per la prima volta dopo molto tempo, ero a letto, al buio, ed ero tranquillo. Veramente tranquillo.
Molto tempo è passato dall’ultima volta che mi sono sentito così, e tanta fatica mi è costato tornare in questo stato di grazia.
Comunque sia, mentre mi crogiolavo nella mia pace, il pensiero è tornato inevitabilmente al passato. A quando giacevo, solo e al buio, nella mia mansarda, dimentico di tutti i problemi della vita e del giorno appena trascorso.
Mi sono tornati alla mente tutti i progetti che avevo fatto per quella camera e che non ho potuto, e ora non potrò mai più, mettere in pratica.
Avrei voluto tappezzare il soffitto angolato di poster, creare in quello spazio il mio mondo in cima a tutto e a tutti e, come potete ben capire, una mansarda era decisamente il posto ideale per farlo.
In quell’ambiente potevo sentire veramente il peso dei miei pensieri, del mio Io.
Ero circondato dai miei dischi, dai miei libri e da tutto ciò che poteva rappresentare la mia vita. Ero il re della montagna.
Sarà stata la posizione preminente ed isolata rispetto al resto della casa, o lo spazio piuttosto grande che avevo a disposizione. Fatto sta, che percepivo la mia presenza e non soccombevo al gravame della solitudine quando ero lassù.
Il solo ricordo delle sensazioni che provavo, quando mi trovavo lì, ha recato rapido e lenitivo conforto alla mia anima, oggi decisamente più provata di allora, eppure anche un vago senso di perdita, di inevitabilità. Indietro non potrò mai tornare, e quindi, non potrò mai portare a termine ciò che probabilmente sarebbe stato un buon passo per l’affermazione della mia persona.
Vi chiederete che cosa può rappresentare tutto questo per voi.
Non lo so.
Sinceramente non sono nemmeno sicuro di cosa rappresenti per me. Tuttavia rimango sempre estasiato e al contempo stordito dalla potenza dei ricordi, dall’innocenza da cui trovano origine le travolgenti emozioni che portano con sé.
Ho voluto scrivere tutto ciò, perché voglio riuscire a darvi un’idea, seppur superficiale, di ciò che i ricordi destano in me e che penso risveglino anche in voi. Voglio condividere con voi questi sentimenti.
Non dovremmo mai rifiutare i ricordi, per quanto spiacevoli possano essere, ma anzi dovremmo usarli per costruire noi stessi, ampliare la nostra anima, affinare la nostra percezione del mondo.

Ricordatevi di ricordare.

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